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L'archeologo Cambi sul Parco museo minerario

Il Parco museo di Abbadia San Salvatore è stato citato dall'archeologo dell'Università di Siena Marco Cambi, nel suo blog "Archeologia e futuro"

ABBADIA SAN SALVATORE — "Molti patrimoni territoriali (o paesaggistici) - sostiene Cambi nel suo blog leggibile su QuiNews - sono oggi come pazienti trascurati. La terapia non si può stabilire perché manca la diagnosi e la diagnosi non ci sarà finché non verrà delineato un quadro clinico soddisfacente. Se l’esempio clinico non vi piace, si può fare l’esempio di un atleta potenzialmente formidabile che, però, fuma, mangia troppo, si allena poco e male e alla fine delude sempre.

Capita spesso che si pianga per la perdita di questo o quel monumento, di questo o quel contesto di particolare pregio ambientale. Guarda caso, si piange sempre dopo che il malato si è aggravato irrimediabilmente o addirittura quando è morto. Meglio dei luoghi ricchissimi (o come tali percepiti) di emergenze ambientali e culturali vanno i luoghi poveri (o come tali percepiti) di queste, proprio perché in certo senso costretti a farne valore aggiunto in tutti i modi. 

Emergenze che sarebbero considerate altrove un freno allo sviluppo urbanistico diventano attrattori formidabili per il turismo culturale ed esperienziale. E’ questo il caso, fra i molti, del Parco Minerario del Monte Amiata, ad Abbadia San Salvatore. A fronte della sempre più profonda crisi del turismo invernale, acuita dalle sempre più scarse e occasionali nevicate, proprio le storie e le archeologie della miniera sono diventate motivo di forte attrazione e di valorizzazione di quel contesto sociale, economico e culturale. Continua a leggere

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