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Il Montecucco festeggia i venti anni di Doc

Il vino prodotto in sette comuni dell'Amiata festeggia i venti anni di Denominazione di origine controllata ed è sempre più lanciato

ARCIDOSSO — Nel 2018 la DOC e DOCG celebra il ventennale del riconoscimento della Denominazione d’Origine.

Proprio alla fine degli anni Novanta inizia, ad opera di un gruppo di giovani viticoltori, l’avventura della DOC Montecucco, la storia di un Sangiovese scalpitante, “vulcanico”, che prende vita là dove la Maremma Toscana lascia il passo alle pendici del Monte Amiata, letteralmente incastonato tra le DOCG del Brunello di Montalcino e del Morellino diScansano. 

Sette i comuni di produzione, che dal 2011 include anche la DOCG Montecucco Sangiovese (Arcidosso, Campagnatico, Castel del Piano, Cinigiano, Civitella Paganico, Roccalbegna e Seggiano), per un totale di 66 aziende socie che si estendono su un circa 800 ettari vitati di cui 500 vocati alla DOC e DOCG, ottenute con una delle rese per ettaro più basse d’Italia

Tralasciando la poco fortunata vendemmia che ha colpito il 2017 a livello nazionale – che nel Montecucco ha registrato da un -30% a un -50% nelle zone maggiormente colpite dalle avverse condizioni metereologiche (per un totale di 7,9 mila hl) – dal 2012 la DOC e DOCG ha osservato una crescita costante delle rese: il 2016 infatti ha quasi raddoppiato la produzione (11,5 mila hl) rispetto a quella di tre anni prima.

Il Consorzio del Montecucco, che ha visto un aumento del 20% degli associati negli ultimi 5 anni, è da sempre molto attivo per quanto riguarda la valorizzazione e riconoscibilità del territorio – di cui il vino è senz’altro portavoce nel mondo – e in prima linea sulle iniziative che riguardano la sostenibilità, facendosi agente comunicatore di nuove linee d’azione atte ad esprimere al meglio le caratteristiche naturali della zona. 

Un anno veramente speciale graziato anche da una vendemmia molto positiva – che in questi giorni si sta chiudendo con il Sangiovese, fulcro e gioiello della Denominazione amiatina. Ad inaugurare il taglio del grappolo sono state le varietà più precoci, Vermentino e Merlot. 

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